Best (ironic) album of 2016 by Alessandro “Now” Adesso

di Roberto Giannini, pubblicato il 6 febbraio 2017

Qui di seguito pubblichiamo la (contro) classifica dei primi 10 album del 2016 secondo il nostro Alessandro Adesso, chitarrista di Bianco Plumbeo (ex) e Rock in Verso e nel recente passato direttore artistico del Festival delle Periferie

1) PINO LINO & THE GINO’S MINO’S – Songs for Vino

Il debutto di un promettente autore qui accompagnato da una band di tutto rispetto, i Gino’s, Mino’s (si pronuncia come si legge). Canzoni dedicate ad un amico sincero, unico: il vino. Nelle tracce che compongono l’album si scorgono sentori di noce e calendula, ma anche di fritto e grasso. Di imminente inizio il “Camionista tour 2017” che vedrà i nostri in tutte le migliori osterie a basso prezzo.

 

2) MAK & THE MACHINES – 500

Finalmente! Il tanto sospirato album di una band che non esiste è arrivato. Da oltre quindici anni si narra dell’esistenza dei Mak & the Machines, ma finora i rari avvistamenti sono stati ritenuti meno credibili della storia del metronotte di Torriglia. Particolarmente riuscite e consigliate le canzoni “”, “” e “” in cui il silenzio diventa quasi assordante. Imperdibile.

 

 

3) AAVV- Night of the dead singers

Se il 2015 verrà ricordato come l’anno dell’ISIS, il 2016 lo sarà per le morti celebri nel mondo della musica. Doveroso quindi riservare un posto sul podio a questa raccolta che raccoglie i migliori brani di tutti i cantanti morti in questi ultimi mesi: da Bowie a Lemmy, da Prince a Lake non manca nessuno. Si narra che Dylan non si sia recato a ritirare il premio Nobel perché “Non si sa mai che poi un mio brano finisca in questa antologia”.

 

4) THE ROLLING DETH – Megastones

Se esistono i Beatallica non vedo perché non possano esistere anche i Rolling Deth. In questa loro ultima fatica dal titolo, appunto, “Megastones” i quattro reinterpretano a loro modo grandi classici del blues: “The four wild horsemen mechanix”, “Countdown to Satisfaction”, “Hangar Sugar” tra gli episodi migliori.

 

 

5) THE FRENCH NATIONAL ANTHEM ORCHESTRA – Poopopoppopopooopooo

Niente, non c’è verso, i francesi proprio non capiscono che “Seven nation army” porta loro sfiga. Già dieci anni fa gliela avevano cantata e non era finita bene per loro, quest’anno hanno voluto appropriarsene proprio alla…finale degli europei….

 

6) LUCIANO PETOROTTI – Arie antiche

Un’importante retrospettiva sul famoso tenore, qui alle prese con brani dal sapore stantio. Aprire le finestre dopo l’ascolto.

 

7) LITFIMAH – La mia matita

Struggente concept di un uomo che con grande senso patriottico si reca a votare ma scopre con orrore che la sua matita è stata sostituita con una cancellabile. Ma l’indefesso protagonista non si lascerà abbindolare e coraggiosamente riuscirà a denunciare il fatto, portando alla luce uno scandalo di dimensioni bibliche.

 

8) THE FIVE STARS MOVEMENT – The great komplotto

Le multinazionali ci tengono sotto scacco e noi non ce ne accorgiamo. Fortuna che esiste una band come i Five Stars Movement che con il recentissimo “The great Komplotto” ci svela alcuni misteri di cui finora non avevamo

spiegazione: dalle scie chimiche al raffreddore mai debellato, dall’incredibile morte di Castro proprio a ridosso del referendum in Italia alle manovre occulte del governo. E, sorpresa, anche Metrodora non sfugge all’occhio attento di questi musicisti: sembra infatti che in realtà il famoso libro di ricette non sia mai esistito, ma sia solo un’invenzione del presidente Giannini per ottenere finanziamenti greci da investire al Festival delle Periferie (questo spiegherebbe tra l’altro il crack della Grecia). E Stratos? Beh, anche lui era greco.

 

9) PREMIATA SUONERIA (ex) MARCONI – 40 anni

Il celebre gruppo prog racchiude in un’unica suoneria tutta l’opera omnia. Scaricabile gratuitamente dal loro sito.

 

 

10) THE NEW RADICAL CHIC – Everything is radical chic

La band che inspiegabilmente è sparita dopo aver composto un’unica bellissima canzone ritorna in una veste rinnovata, molto chic. Tutto è radical chic, come sembra volerci dire questa formazione: è radical chic andare a lavorare in bicicletta, lo è bere vino buono e mangiare bene, non andare a votare e anche scrivere sulle pagine web di Metrodora. A quanto pare solo continuare a farsi i cazzi degli altri non è

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