Un piccolo omaggio al grande Claudio Lolli

di Redazione, pubblicato il 26 agosto 2018

by Giancarlo Rebolino *

Anche Claudio Lolli se n’è andato, insieme a tanti altri, e come già dissi per Battisti: il mondo, il mio mondo, sta scomparendo.

E’ un disegno che si sta cancellando, con tutti gli importantissimi eventi che sono successi, i cambiamenti che sono avvenuti, le piccole e grandi storie che non so se riusciremo a tramandare. Claudio ne ha fatto parte, ne è stato interprete e spettatore, protagonista e comparsa, senza mai “smussare l’angolo che sporge”.

Nella seconda parte degli anni settanta è diventato popolarissimo con Ho visto anche degli zingari felici che è uno dei tanti capolavori che ha composto, ma il suo obiettivo era quello di cambiare il modo di fare musica, come mi ha raccontato una delle volte che ci siamo incontrati, e questo effimero successo non lo ha ripagato. Il grosso del suo pubblico probabilmente non è riuscito a seguirlo nelle sue evoluzioni, nei suoi esperimenti, nei suoi tentativi di cambiamento e il distacco è cominciato già con l’album successivo Disoccupate le strade dai sogni (ascoltalo al termine dell’articolo, NdR).

Un personaggio introverso, legato al cuore delle persone e non alla pancia, che spiegava concetti, analisi, che voleva attenzione, impegno e concentrazione, ma in cambio regalava l’emozione di capire e l’emozione di essere capiti.

Una sera del 1981 fece un concerto al teatro Massimo a Sampierdarena che era strapieno e con tanti ragazzi fuori che protestavano perché volevano entrare. Doveva presentare il suo ultimo album Extranei  (a mio parere un capolavoro) mentre i presenti continuavano a chiedere “Ho visto anche degli zingari felici “. Alla fine dovette a malincuore accontentarli ma questo episodio può facilmente spiegare l’ingenuità e la poca malizia di Claudio.

Alcuni dischi non sono mai usciti come CD e sarebbe veramente un peccato non riuscire a sentirli, ma so che utilizzando internet si possono facilmente reperire. Spero di non essere stato oltremodo noioso nei miei confusi ricordi e spero che Claudio continui a vivere dentro di noi come tutte le persone che amiamo.

* cantautore impegnato d.o.c. nell’underground genovese degli anni ’70

 

 

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