Recensione disco italiano: Lemmins – Lemmins EP

di Alessandro Adesso, pubblicato il 14 gennaio 2015

by Alessandro Adesso

Che ignorante che sono! Fino a pochi minuti fa credevo che i lemmings fossero delle creature nate dalla fantasia di un tizio che, non avendo di meglio da fare, un giorno ha deciso di realizzare un videogioco con protagonisti questi strani omini che chissà per quale motivo si spostavano da una parte all’altra di una caverna nei modi più improbabili. Vengo a scoprire invece che esistono, sono dei roditori che quando migrano hanno la propensione al suicidio (ecco perché nel famoso videogioco alla fine di ogni livello ne rimaneva sempre qualcuno che al grido di “Oh no!” si faceva saltare in aria).
Non so se i Lemmins di cui si parla in queste righe hanno scelto il nome in omaggio al gioco o ai mammiferi e non credo vogliano spostarsi verso altre zone, quello che so è che sono quattro ragazzi provenienti dal levante ligure alla seconda prova con questa formazione. La band nasce nel 2008 composta da solo due elementi, voce e chitarra, con l’intento di dedicarsi alla musica d’autore. Dopo l’uscita del primo demo Corpse completano la formazione fino ad arrivare all’attuale, cambiando anche il genere che varia dal folk all’indie pop psichedelico dei successivi Bomb and waves e questo Lemmins EP.

La prima cosa che salta all’attenzione è l’uso dell’inglese per i loro testi; ormai non è nemmeno più il caso di stare a discutere sul fatto se sia meglio cantare in una lingua piuttosto che in un’altra, quello che ci tengo a sottolineare è come questa lingua viene usata: la pronuncia è buona e anche se le tematiche sono già state affrontate innumerevoli volte non manca il piacere di ascoltarle bene. Oltre a ciò è curata anche la parte strumentale delle canzoni: come nel caso dei testi niente di originale, ma le sonorità proposte spaziano dal beat degli anni ’60 alla psichedelia attuale, così che è possibile sentire echi di Pink Floyd dell’epoca barrettiana o di Velvet Underground insieme ai più recenti Tame Impala, tutto nello stesso brano. Non mancano comunque le origini folk della band (“Sweet Louie” ad esempio).

Solo cinque le tracce che compongono questo ep prodotto da Marsiglia Records, ma la cura nella realizzazione (ottimi i suoni del disco, complice anche il lavoro dello studio C27 che ha registrato il tutto con un 16 tracce analogico) lascia pensare che il prossimo lavoro sarà decisamente più lungo. Senza dubbio fino ad allora i Lemmins potranno migliorare ancora, ma quello che mi auguro è che mantengano lo stesso spirito vintage di adesso: non artefatto, semplice, come se si comprasse un amplificatore costruito negli anni sessanta e si scoprisse con gioia che è ancora perfettamente funzionante. Probabilmente gli stessi motivi che hanno permesso loro di essere citati nell’ultimo numero della rubrica “Dieci piccoli italiani” di Ondarock.

 

Tracklist:
01. Criminal Dance
02. Onesie
03. Sweet Louie
04. Anybody Knows
05. Screen

Line-up:
Paolo Pretto – voice and guitar
Emanuele Muzio – voice and guitar
Alessandro Torchio – bass
Guglielmo Dalfiume – drums

 

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