Festiva Delle Periferie
 

News da Metrodora

Imminentissima la pubblicazione del cast completo del Festival delle Periferie 2009...venti bands salirano sul glorioso palco di Villa Rossi che oramai quasi da un decennio ospita le migliori realtà del panorama rock alternativo genovese, ligure e non solo...

Prime anticipazioni: apriranno le quattro serate: Giovedi 16: Grace (ex Prey of the White Rabbit) - Venerdi 17: Palconudo - Sabato 18: Slivers (from Savona) - Domenica 19: Lacrime

Come ogni anno saranno presenti stand gastronomici (ottima al solito la birra) - associazioni - bancarelle libri/dischi - spettacoli collaterali ecc. ecc.

Su questo sito tutte le news giorno per giorno

 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 15 Giugno 2009 12:44 )

 

Il paese è irreale

News dal Mondo

Nuovo spot della TIM. Tre ragazzi, fighi, uno rigosamente di colore, in viaggio su un furgone da trentamilaeuro.
"Viaggiamo spediti verso il successo" dicono "stasera suoniamo in un pub".
Il tastierista li molla, ma la gestrice del pub (figa pure lei, ovvio) suonerà al posto suo.
Ora, passi che in uno spot tutto debba essere bello e luminoso.
Passi che per quest'Italia il binomio rock-pub sia più inscindibile dell'atomo.
Passi che i tre (già sui 25 anni) ritengano un successo attraversare chilometri di campagna per andare a suonare in un pub.
Passi pure che, sapendo del loro ritardo, la tipa non li mandi affanculo minacciando di non pagarli.

Ma, Cristo, che questi tre coglioni ripartano felici, cantando a squarciagola "Con te partirò" di Andrea
Bocelli, mi fa sperare che alla prima curva finiscano giù da una scarpata.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 23 Giugno 2009 08:46 )

 

In vetrina: i dischi di Metrodora

 

  

PETE MOLINARI

A virtual landslide

(Damaged, 2008)

 

Disco pubblicato al termine dello scorso anno, questo folgorante esdordio di un personaggio d'altri tempi è una delle perle più preziose del panorama cantautoriale d'albione. Ventiduenne di origini italo-maltesi-egiziane e residente nel Kent, Pete sforna quarantacinque minuti di splendide canzoni, che se fossero state incise nei tardi '50 primi '60 avrebbero avuto senz'altro un riscontro imponente...fuori dal tempo, dicevamo...un po' Hank Williams con approccio decisamente Woody Guthrie, molto Bob Dylan periodo svolta elettrica, ma anche Leadbelly, Neil Young, Cat Stevens, Emmylou Harris, Donovan. E il tutto appare assolutamente personale, una voce in falsetto molto particolare, e brani che possono "cambiare la vita", alcuni suonati in solitaria con chitarra e armonica, altri con una band evidentemente ispirata dalla Butterfield Blues Band che accompagnava il maestro di Duluth nelle sue prime scorribande elettriche. Testi che parlano di viaggi senza meta con mezzi di fortuna, avventure tipicamente da prima metà del secolo scorso, polmoniti che uccidono, sfighe familiari di vario genere.

Vede, io non ho altro che questi vestiti e questo berretto. Le scarpe hanno la suola bucata. Ma finché avrò la mia chitarra, avrò sempre un posto dove andare

Ecco la sintesi della poetica di Molinari e di un disco da avere (possibilmente, anzi, obbligatoriamente in vinile), un disco d'altri tempi, appunto, che tocca livelli assoluti in brani memorabili che potrebbero già essere dei classici quali l'apripista I Came Out Of The Wilderness, il magnifico Adeline, l'inquietante Halleluja blues, il countryeggiante Dear Angelina, il commovente Lest we forget ma l'intero disco non contiene riempitivi o cali di ispirazione.

L'Highway 61 revisteed del nuovo millennio, e naufragar c'è dolce in questo mare. Imprescindibile

Roberto Giannini 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 02 Luglio 2009 23:23 )

 
Chi è online
 1 visitatore online