Live from the past vol.193: Fred Frith – Live in Japan

di Roberto Giannini, pubblicato il 15 Febbraio 2026

Questa centonovantatreesima puntata di streaming di concerti integrali del passato si occupa di un chitarrista, polistrumentista, compositore e improvvisatore inglese considerato uno dei musicisti più innovativi e influenti nell’ambito del rock sperimentale, dell’avant-rock e della musica improvvisata degli ultimi cinquanta anni. La sua carriera attraversa decenni di sperimentazione sonora, contaminando la musica rock con elementi di jazz, musica contemporanea, improvvisazione libera e musica folk.

Si tratta del leggendario Fred Frith, nato nell’East Sussex, che raggiunse la notorietà alla fine degli anni ’60 e fino alla fine del decennio successivo quale membro fondatore della band Henry Cow, gruppo avant-progressive rock britannico che ha ampliato i confini del rock verso strutture complesse, improvvisazione e contenuti politici radicali. La sua influenza principale è come innovatore della chitarra elettrica: ha sviluppato tecniche non convenzionali e modi di suonare lo strumento che hanno ampliato la gamma espressiva del rock e della musica improvvisata. Il suo primo album solista, Guitar solos, registrato mentre era ancora negli Henry Cow, è considerato un punto di riferimento rivoluzionario per l’uso della chitarra preparata e delle tecniche non convenzionali. Fu votato da critici come uno dei migliori album del 1974 e definito una pietra miliare nella storia della chitarra rock per il suo approccio radicale alla strumentazione. Altri album fondamentali sono Gravity del 1980, Speechless dell’anno successivo e il più recente Clearing del 2001.

fred frith 1981

fred frith 

Il disco che proponiamo, sottotitolato The Guitars on the Table Approach e pubblicato nel 1982 (all’indomani della pietra miliare, il già citato Speechless) dalla label Recommended Records, è un doppio album ripubblicato in digitale nel 2023 dalla ReR Megacorp. Venne registrato durante un tour improvvisato di esibizioni da solista in Giappone nel luglio 1981, e comprende otto brani (per una durata totale di circa settanta minuti) suddivisi per città, i primi tre ad Osaka, altri tre a Fukuoka, uno a Maebashi e uno a Tokio.

Tutto suonato in solitaria da Fred Frith, che oltre alle chitarre (una Burns Black Bison del 1961 e una a doppio manico (uno con tasti, l’altro senza) personalizzata Charles Fletcher) suona un violino “rotto” del 1974, il pianoforte, un laringofono da piloti della seconda guerra mondiale, un HH electronic SM200 stereo mixer e un amplificatore con unità effetti digitali HH.

Buon ascolto.