Live from the past vol.196: O.M.D. – Live with the Royal Liverpool Philharmonic Orchestra – 2018
Questa centonovantacinquesima puntata di streaming di concerti integrali del passato si occupa di una delle realtà più influenti della scena synth-pop e new wave, soprattutto tra la fine degli anni ’70 e tutti gli anni ’80, la cui importanza non si misura solo nel successo commerciale, ma soprattutto nel modo in cui hanno contribuito a ridefinire il rapporto tra musica pop ed elettronica, coniugando produzioni più sperimentali e minimaliste con hit radiofoniche che scalano le classifiche internazionali.
Si tratta degli Orchestral Manoeuvres in the Dark, spesso abbreviati in O.M.D., britannici di Meos, autori di una decina di album tra il 1980 e la metà dei novanta, prima dello scioglimento e di una successiva reunion che dal 2010 circa va avanti fino ai giorni nostri. I primi quattro album, in particolare (l’omonimo del 1980, il secondo Organisation dello stesso anno, il terzo Architecture And Morality del 1981 e il quarto Dazzle Ships del 1983) sono considerati capisaldi del periodo, contraddistinti da minimalismo elettronico, melodie malinconiche e un approccio quasi artigianale ai synth. Album avanguardisti con intuizioni pop molto forti. L’influenza sui Depeche Mode è stata sviscerata durante la nostra serata in Sala Camino di Villa Rossi grazie al contributo di Alessandro Zito in occasione del quarantennale dell’album Black Celebration di questi ultimi.
Il disco che proponiamo, pubblicato in digitale dalla Live Here Now nell’ottobre del 2018, è tratto da due concerti tenuti nella città inglese il 6 e il 7 ottobre di quell’anno, ed è disponibile su supporto fisico sia in doppio cd che in triplo vinile. Contiene ventitre brani provenienti da tutti gli album della carriera della band, accompagnata per l’occasione dalla Royal Liverpool Philharmonic Orchestra. Ovviamente sono presenti versioni di tutti i maggiori successi, e brani come Enola Gay o Electricity dimostrano come si possa creare musica orecchiabile usando strumenti elettronici, contribuendo a normalizzare l’uso dei synth nel mainstream.
In questo 2018 la band, che ha sempre ruotato intorno alle due figure che l’hanno fondata, vale a dire il vocalist e bassista Andy McCluskey ed il tastierista e vocalist Paul Humphreys, è stata immortalata in un periodo nel quale anche gli altri due membri presenti nella formazione storica sono protagonisti, vale a dire il tastierista e sassofonista Martin Cooper e il batterista Malcolm Holmes. Dopo vari cambiamenti e pause nel corso dei decenni, il ritorno di questi membri ha segnato una fase di rinnovata attività e apprezzamento, anche dal vivo, come potrete ascoltare.
Buon ascolto.










