Live from the past vol.187: Cardiacs – Live

di Roberto Giannini, pubblicato il 31 Agosto 2025

Questa centottantasettesima puntata di streaming di concerti integrali del passato, parla di una delle band britanniche tra le più difficilmente classificabili della storia del rock d’oltremanica, sviluppando uno stile assolutamente originale, mescolando elementi di punk, progressive rock, new wave, psichedelia e musica da circo/teatrale in un insieme che molti hanno descritto come pronk (progressive punk). 

Si tratta dei Cardiacs, band seminale formatasi alla fine degli anni ’70, che ha demolito i confini tra generi, trasformando il rock in qualcosa di al tempo stesso infantile e sofisticato, buffonesco e sublime. Non hanno mai goduto di fama di massa, ma la loro influenza sotterranea ha reso possibile molta musica sperimentale successiva. Tra gli album fondamentali di una discografia che atutt’oggi può contare una ventina di titoli possiamo citare il monumentale A Little Man and a House and the Whole World Window del 1988 (lo proporremo in una delle future puntate della nostra rubrica Masterpieces from all times) e, per il decennio successivo, Sing To God del 1996.

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Il disco che proponiamo, registrato proprio all’indomani del capolavolo del 1988 sopra citato, è la sintesi di uno spettacolare live al Paradiso, noto locale di Amsterdam del 15 maggio di quell’anno, e gli undici brani proposti sono una testimonianza di quel periodo d’oro per la band, pubblicato il primo giorno del 1989 dalla loro label The Alphabet Business Concern al termine di un tour di centinaia di date tra Regno Unito, Paesi Bassi, Belgio e Germania.

La band ai tempi di questo live era formata dal leader, vocalist, flautista e chitarrista Tim Smith (purtroppo morto nel 2020), dal tastierista William D. Drake, dalla sassofonista Sarah Smith, dal bassista Jim Smith (fratello di Tim), dal batterista Dominic Luckman e dal percussionista e tastierista Tim Quy. Pur rimanendo una band di culto e mai mainstream, i Cardiacs hanno avuto un impatto enorme su generazioni successive in vari ambiti, da Marillon, Radiohead e Porcupine Tree in ambito progressive ai vari combi di Mike Patton, da Blur e Supergrass in ambito britpop ai Tool e Darkness su sonorità più dure.

Buon ascolto.