Masterpieces from all times part 96: The Magnetic Fields – 69 love songs – 1999
Continuiamo la nostra serie di podcast di album fondamentali della storia del rock, e per questa nuova puntata parliamo di una band indie pop statunitense fondata nel 1989 da Stephin Merritt, mente creativa, autore e voce principale del progetto denominato The Magnetic Fields. Più che una band tradizionale, sono spesso considerati un collettivo guidato dall’estetica e dalla scrittura di Merritt, figura centrale dell’indie americano degli anni ’90. Una carriera ultratrentennale, quella di Merritt e della sua band, che hanno avuto un’influenza enorme sull’indie pop e chamber pop successivo, contribuendo a legittimare un’estetica lo-fi ma concettualmente sofisticata, e a dimostrare che il pop può essere intellettuale senza perdere immediatezza melodica.
Almeno una mezza dozzina gli album fondamentali della band newyorkese, a partire dal terzo Holiday e dal quarto The Charm Of The Higway Strip entrambi dell’anno di grazia 1994, ma anche Get Lost dell’anno successivo, fino ad arrivare a Distortion del 2008 e al più recente Love at the bottom of the sea del 2012, ma il capolavoro assoluto di Merritt & company è sicuramente il pluricelebrato 69 love songs, pubblicato nel 1999 dalla label Merge, uno dei dischi più ambiziosi della storia dell’indie rock e uno dei migliori del decennio, composto da (come dice il titolo) sessantanove canzoni d’amore (per circa tre ore di durata totale) uscito in origine negli Stati Uniti in tre parti separate poi presto raggruppate in un unico cofanetto.
L’album, monumentale, è un progetto concettuale che esplora l’amore in tutte le sue forme: romantico, ossessivo, cinico, queer, tragico, ridicolo e teatrale, e ogni brano adotta uno stile diverso, dal country al synth pop, dalla chanson francese al folk, dal cabaret alla parodia broadwiana, dal minimalismo elettronico al cantautorato classico, con alcuni brani diventati classici dell’indie rock. The Book of Love, in particolare, è stata reinterpretata molte volte (famose le versioni di Peter Gabriel e altri), diventando una delle love songs più citate degli ultimi decenni. La band in questo album, oltre al vocalist e pluristrumentista Merritt, era formata dal chitarrista John Woo, dalla pianista e batterista Claudia Gonson, dal violoncellista e flautista Sam Davol, dal fisarmonicista Daniel Handler e dai vocalist Dudley Klute, LD Beghtol e Shirley Simms.
Buon ascolto.










