Recensione disco italiano: Volumi Criminali – Frammenti d’istanti – 2014

di Roberto Giannini, pubblicato il 23 Gennaio 2015

by Alessandro Adesso

streaming completo dell’album

Non sono mai stato attratto dai gruppi cover, non so, forse perché  spesso hanno dei nomi buffi, o forse ritengo che il musicista debba essere puro e proporre musica propria, ad ogni modo le band che suonano brani di altri non mi sono mai interessate. Fa eccezione chi invece reinterpreta canzoni più o meno famose trasformandole in qualcosa d’altro: Tori Amos con il suo “Strange little girls” o “The man comes around” di Johnny Cash sono due esempi di ottime rivisitazioni, a prescindere dal fatto che siano o meno album belli.

Anche nel loro piccolo i VOLUMIcriminali propongono una cover totalmente diversa dall’originale, regalandoci una versione di “Forma e sostanza” dei C.S.I. che, testo e pochi riff a parte, non ha nulla a che vedere con l’originale. Non sarà migliore di quella contenuta in “Tabula rasa elettrificata”, ma sentire “Conosco le abitudini, so il prezzo e non voglio comperare ne essere comprato” in stile rap è divertente ed è un buon modo per chi ancora non conoscesse questo gruppo genovese attivo da ormai più di dieci anni per entrare nella loro musica. Non sono un appassionato del nu-metal, per cui spero che Renna e soci mi perdonino se non troveranno in queste righe una descrizione esaustiva del loro secondo ep. Quello che so è che con “Frammenti d’istanti” si fa un salto indietro nel tempo, se non proprio di dieci anni poco ci manca; i cinque hanno l’ostinazione di proporre un genere che ormai si pensava finito, rispettando tutti i canoni del caso: la voce melodica di Shuster che fa da contraltare a quella di Pogo, i riff taglienti e distorti di Renna che si fanno melodici sopratutto nelle intro dei brani (“Diverso” o “Distante”), il basso che da ulteriore corpo ai giri di chitarra e una batteria che segue pattern complessi così da rendere la struttura dei brani interessante dal punto di vista ritmico, tutto corredato da testi che ci invitano a riflettere a proposito dei tempi stranianti in cui viviamo: tempi in cui sembra che non ci sia proprio scampo, la nostra strada è già scritta e il percorso è contraddittorio (“Ho raggiunto una parte del mio destino/ Compiendo il tragitto più difficile / Annaspando su un limite così esile / Da comprendere la durezza” da “Prima fermata destino”), tempi in cui è facile sentirsi degli outsider (“Penso a volte di essere sbagliato / Non capisco l’intelletto umano / A momenti mi sento fuori dal luogo / Concependo pensieri diversi dal coro” da “Diverso”), ma ai quali possiamo ribellarci dichiarando a squarciagola la nostra indipendenza, ed è proprio per questo che la scelta di “Forma e sostanza” come cover non è casuale.

Attualmente i VOLUMIcriminali sono impegnati in una serie di date nel nord Italia per promuovere questo disco uscito già lo scorso ottobre.

Tracklist:

Prima fermata destino

Forma e sostanza

Diverso

Distante

Abradere

Uomo di porcellana

 

Formazione:

Francesco “Pogo” Ratti: voce

Emanuele “Shuster” Pecollo: voce

Renato “Renna” Campanini: chitarre

Luca “Ragno” Morga: basso

Roberto “Bacchetta” Travi: batteria

 

Contatti: https://it-it.facebook.com/VOLUMIcrimina

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