Metrodora’s Fireplace Session: Michel Doneda + Tommaso Rolando + 40 anni di Black Celebration in Villa Rossi – recensione
Molto diversa la serata di giovedi 19 marzo, la prima dedicata ad un live della Sala Camino (anche se nel lontano 2004 la stessa aveva ospitato alcune esibizioni elettroniche nel contesto di un’unica irripetibile rassegna targata Metrodora/Sodapop/Fludd intitolata Corpo elettrico), vale a dire quella di un duo sperimentale composto dal sassofonista francese Michel Doneda, personaggio notevole nel mondo della musica improvvisata “colta” (una trentina gli album pubblicati dal 1985, e collaborazioni prestigiose con gente del calibro di John Zorn e Lol Coxhill), e dal nostro Tommaso Rolando, uno dei maggiori interpreti anche a livello internazionale di basso elettrico, contrabbasso e marchingegni vari legati a questo strumento, nonchè fondatore e deus ex machina della Torto Records, una delle realtà discografiche più apprezzate in ambito avantgarde/free improvisations.
Doneda e Rolando hanno letteralmente incantato il pubblico presente (anche quello meno avvezzo a certi tipi di sonorità) con una performance di circa tre quarti d’ora, durante la quale il francese si è alternato tra sax soprano e sopranino, un incredibile sequenza di frammenti sonori per i quali il respiro si erge da protagonista, laddove manierismo e tecnica fine a se stessa lasciano il posto all’essenziale e alla sottrazione sonora, dove tratti nervosi, spigolosi ed imprevedibili si alternano a silenzi e note tirate a perdifiato, dove fruscii e cigolii sconfinano in brevi mantra sciamanici zen. Il degno compare Rolando non è da meno: perfettamente funzionale agli ideogrammi sonori di Doneda amoreggia (e a tratti tortura) con il suo contrabbasso sia con le dita che con l’archetto, sperimentandone ogni tipo di sonorità (dalle note avvolgenti e profonde tipiche dello strumento, soprattutto in chiave jazzistica, a quelle più sgraziate e distubanti con le corde ricoperte di carta stagnola), fornrndo spesso supporto percussionistico agli istrionismi del musicista francese.
Un’altra bella serata, favorita dalla splendida acustica che la Sala Camino con le sue peculiarità ha offerto, confermandosi assolutamente adatta per questo tipo di performance.
Sicuri che la doppia serata sia stata gradita dal pubblico presente, sicuramente possiamo anticipare che le serate inaugurali all’interno di Villa Rossi sono solo le prime speriamo di una lunga serie.












