Masterpieces from all times part 99: Afrika Bambaataa and The Soulsonic Force – Planet rock – 1986
Continuiamo la nostra serie di podcast di album fondamentali della storia del rock, e per questa nuova puntata parliamo di un personaggio che purtroppo ci ha lasciato nei giorni scorsi, e che è stato fondamentale per la nascita e lo sviluppo di un genere nato nel suo quartiere di origine, il Bronx. Si tratta di Afrika Bambaataa, vero nome Lance Taylor, una delle figure fondamentali nella nascita e nello sviluppo della cultura hip hop, è stato DJ, produttore e leader culturale, nonché fondatore della Universal Zulu Nation, un movimento che ha trasformato l’hip hop da fenomeno locale a forza globale con valori di pace, unità e creatività. È stato tra i primi a concepire il DJ come curatore culturale, capace di mescolare generi e influenze, e non si limitava al funk e al soul come molti DJ dell’epoca, ma incorporava elettronica, rock e musica europea.
Una quindicina gli album pubblicati da Bambaataa (dal primo Sun City del 1985 all’ultimo Zulu Rainin’ Hell del 2014), ma il vero capolavoro riconosciuto è questo secondo Planet Rock: The album, pubblicato nel dicembre 1986 dalla Tommy Boy Records, label newyorkese specializzata in hip hop e dance. L’album, uscito a nome Afrika Bambaataa & Soulsonic Force è considerato pietra miliare di stili quali la house di Chicago e la Detroit techno, e precursore di artisti quali Public Enemy, Cypress Hill e Run D.M.C. hanno beneficiato della strada aperta da lui. La sua eredità è ancora evidente oggi in gran parte della musica contemporanea, dalla trap all’elettronica globale.
Planet Rock: The album è in pratica una raccolta di singoli pubblicati dall’artista del Bronx tra il 1982 , appunto il 1986. Sette brani (pubblicati in digitale sul profilo bandcamp della label) che cambieranno per sempre la storia della musica popolare, tra i quali meritano una menzione speciale: la title track che apre l’album, che in pratica è il primo brano hip hop ad essere suonato interamente con strumenti elettronici, vale a dire una drum machine Roland TR-808, un sintetizzatore, ed un vocoder, con campionamenti di brani non banali, fra cui Trans Europe Express dei Kraftwerk. Ma anche il successivo Looking For The Perfect Beat un brano considerato precursore dell’hardcore rap e la terza Renegades of funk, brano altamente politicizzato, coverizzato nel 2000 con una splendida versione live da Rage Against the Machine.
Buon ascolto.










