Live from the past vol.201: Don Cherry – Live At Café Montmartre 1966 vol.1, 2, 3
Questa duecentounesima puntata di streaming di concerti integrali del passato si occupa di una figura fondamentale per capire la trasformazione del jazz nella seconda metà del Novecento, in quanto la sua vera grandezza sta nell’aver contribuito a cambiare l’idea stessa di cosa potesse essere un musicista jazz, prima liberando l’improvvisazione dai vincoli armonici tradizionali e poi aprendo il jazz alle musiche del mondo.
Si tratta di Don Cherry (vero nome Donald Eugene Cherry), nato a Oklahoma City nel 1936 e cresciuto a Los Angeles, dove si formò ascoltando bebop, swing, rhythm & blues e musica afro-cubana. Da giovanissimo incontrò Ornette Coleman, e quell’incontro cambiò radicalmente la sua vita musicale. Cherry era ancora poco più che adolescente quando cominciò a suonare con Coleman. Insieme svilupparono un linguaggio che non cercava semplicemente di “suonare più liberamente” il jazz tradizionale: metteva in discussione le regole sulle quali quel jazz era costruito. Il quartetto con Coleman, Cherry, Charlie Haden e Billy Higgins fu il nucleo di questa rivoluzione. Nel 1959 arrivarono The Shape of Jazz to Come e Change of the Century, mentre le storiche serate al Five Spot di New York portarono quella nuova musica al centro del dibattito jazzistico. Dopo aver suonato con John Coltrane, Sonny Rollins, Albert Ayler e Archie Shepp inizia la sua carriera solista, e il suo capolavoro da bandleader degli anni Sessanta è probabilmente Complete Communion del 1966, registrato con Gato Barbieri. Negli anni Settanta Cherry comincia a viaggiare intensamente e ad assorbire elementi di musiche africane, asiatiche, mediorientali e indiane. Suona strumenti diversi dalla tromba e sperimenta con percussioni, flauti, tastiere e strumenti tradizionali, anticipando quella che sarà definita world music.

La serie di dischi che proponiamo, realizzati dalla celebre label ESP-Disk tra il 2007 e il 2009, è particolarmente interessante perché ci porta nel cuore del periodo europeo di Don Cherry, proprio nel momento in cui la sua musica sta passando dal free jazz di matrice Coleman verso qualcosa di molto più personale e internazionale. Nei tre volumisono contenute registrazioni effettuate al Café Montmartre di Copenaghen nel marzo 1966. Cherry ha appena registrato Complete Communion per Blue Note, nel dicembre 1965, e sta elaborando quella nuova concezione della musica che troverà poco dopo un’altra importante espressione in Symphony for Improvisers. Quindi questo Live at Café Montmartre è prezioso perché permette di ascoltare Cherry nel passaggio fra i due album sopra citati.
La formazione che suona in questi live è già di per sé storicamente significativa: un americano, un argentino, un tedesco, un danese e un italiano che suonano insieme a Copenaghen. La critica ha sottolineato proprio questo carattere internazionale del quintetto. Don Cherry alla tromba/cornetta, Gato Barbieri al sax tenore, Karl Berger al vibrafono, Bo Stief al contrabbasso e Aldo Romano alla batteria. Il nostro consiglio è quello di ascoltare i tre volumi nell’ordine proposti, dal primo volume che è probabilmente il punto di ingresso migliore al più radicale terzo volume.
Buon ascolto.









