DAVID BYRNE, 25 giugno 2026 – Lucca Summer Festival, Lucca – recensione

di Fabio Noisext, pubblicato il 9 Luglio 2026

Recensione e foto di Guido Ferrero

È difficile descrivere lo spettacolo messo in scena da David Byrne senza eccedere in iperboli.

Ideale continuazione di American Utopia, rappresenta la destrutturazione del concerto in formato tradizionale. Lo spettacolo è un vero game changer nell’approccio al live show, totalmente diverso da tutto quello che si è visto prima.

Sul palco non ci sono postazioni fisse. La band è anche corpo di ballo. Gli strumenti sono montati addosso ai musicisti, liberi di muoversi in uno spazio vuoto sul quale dominano tre quinte che fungono da schermo. L’esperienza visuale è totalmente immersiva, nonostante Piazza Napoleone non sia probabilmente il luogo più adatto ad ospitare un evento pensato per ambienti teatrali.

Si parte all’improvviso, senza il minimo preavviso: Heaven è un gioiello etereo sospeso su un paesaggio lunare con un’alba di terra sullo sfondo. Dopo aver sarcasticamente definito Piazza Anfiteatro un ellissi piena di ristoranti, Everybody Laughs ci introduce in un mondo in cui la sezione ritmica (capitanata da Mauro Refosco) la fa da padrona. 

Lo spettacolo pesca a mani basse dalla discografia dei Talking Heads, ben 11 brani. And She Was è uno degli highlights della serata e passa per terza.

Houses in Motion ci riporta all’epopea di Remain in Light, e la seggiolina in plastica inizia a diventare scomoda.

Si resiste a stento seduti fino a Life During Wartime, quando finalmente ci si può catapultare sotto il palco per ballare Once in a Lifetime, godersi l’arrangiamento gospel di Everybody’s coming to my house e esplodere su Burning Down The House.

Byrne si conferma un visionario capace di rompere qualsiasi schema. Un vero gigante nel panorama musicale contemporaneo.

p.s. con David Byrne sul palco, oltre al già citato Mauro Refosco (direttore musicale e percussioni) sono presenti: Ray Suen (codirettore musicale, chitarra, basso e violino), Kely Pinheiro (basso e violoncello), Daniel Mintseris (tastiere), Stéphane San Juan (batteria), Tim Keiper (percussioni), Yuri Yamashita (percussioni e marimba) più cinque coristi e ballerini (ndr).