La clinica degli emergenti vol.3 – KiwiBalboa – Tre buoni motivi – streaming integrale

di Roberto Giannini, pubblicato il 9 Marzo 2016

 

 

E’ appena uscito, edito da LA CLINICA DISCHI, il primo album dei KiwiBalboa dal titolo Tre Buoni Motivi, un lavoro frutto della totale libertà espressiva e che si rifiuta di assolvere a determinati oneri che invece comporterebbe l’esser parte integrante di una corrente artistica e filosofica ben precisa. Si denota dunque una cifra stilistica che fa riferimento all’assenza di imposizioni, appunto, stilistiche. Il contrasto è il tema centrale del lavoro dei KiwiBalboa. A partire proprio dalla scelta del nome della band, infatti, questo power-trio dimostra d’appartenere solo alla musica e di rifugiarsi mirabilmente in una sorta di “assenza di gravità musicale”, che alle liriche ed alle note  permette di fluttuare  liberamente nello spazio.

 

kiwibalboa - tre buoni motivi

 

“Kiwi e Balboa, un frutto ed un pugile. Mancanza totale di correlazione concettuale ed espressiva, dicotomia intrinseca nel pensiero di chi rifiuta un’etichetta, l’inclusione all’interno di un paradigma”.

Il contrasto vive nel saper aggregare due elementi effettivamente distanti, accettando che questi possano coesistere in uno schema che non risponda necessariamente ad una logica a noi nota. Si evince dunque che questa associazione di elementi contrastanti non sia affatto passiva ma fulcro del lavoro della band, che ha voluto rendere palesi gli aspetti più profondi del fatto che tutto è comunque correlato, anche se ciò non ci appare facile da comprendere.

Fëdor Dostoevskij definiva così l’essenza del contrasto e della contrapposizione: “Il volere umano, molto spesso e anzi il più delle volte si trova assolutamente e cocciutamente in contrasto con il raziocinio”.

  Il valore dei KiwiBalboa sorge infatti proprio in presenza della battaglia con il raziocinio e la restrizione degli orizzonti creativi. La vena malinconica del disco è lampante, ma non lascia mai trasparire la volontà di arrendersi alle difficoltà.

Il conflitto è sempre presente e la soluzione sembra essere il conflitto stesso”.

 Il brano Onde lunghe, traccia d’apertura del disco, è  ispirato ad una pellicola fantascientifica che narra l’esperienza di un astronauta disperso  nello spazio. Questo senso di abbandono, di naufragio, però, non è associato alla paura della morte o della solitudine eterna, bensì lascia spazio alla meraviglia ed allo stupore nel conoscere “nuovi spazi, nuovi orizzonti, nuovi colori”; si ripropone dunque la contrapposizione che alberga nell’animo umano, il dissidio interiore che vede vacillare lo spirito di fronte alla paura dell’ignoto e, di contro, alla voglia di esplorare, di comprendere, di espandere il nostro universo sensoriale.

Salamandre e mercurio è uno spaccato, un dipinto delle memorie d’infanzia di un bambino. L’infanzia rappresenta il momento cruciale nella fase d’apprendimento, lo spazio psicologico in cui un giovane uomo crea il proprio universo e le radici della propria interezza. La potenza creativa di un individuo nei primi anni di vita gli consente di elaborare le informazioni acquisite attraverso modalità che fuoriescono e si discostano dall’elaborazione meccanica legata alla prevalenza dell’aspetto raziocinante. L’infanzia rappresenta, infatti, il momento fisicamente, temporalmente e psicologicamente più vicino a quel processo che, dagli addetti ai lavori, viene definito “apertura celestiale”, ovvero l’insieme della creazione delle connessioni neuronali che vanno a formarsi e definirsi nel cervello di un neonato nei primi anni di vita, un numero che mai più nell’intera esistenza di un essere umano verrà eguagliato. Salamandre e mercurio descrive il quadro, dall’aspetto tetro ma anche ricco di sorpresa e stupore, che si presenta agli occhi ed ai sensi di un ragazzino, tra luci di lampione che sembrano essere immerse nella nebbia, nei vapori di mercurio appunto, ed una miriade di lucertole che sembrano osservare la vita scorrere lungo la strada che porta al mare.

 

Il terzo brano, intitolato La scelta, racconta di come a volte il mondo del lavoro possa incidere sulla felicità o l’infelicità delle persone. Più in generale il tema della “scelta”, delle opportunità, delle occasioni, è presente in maniera assidua lungo il percorso di vita di un individuo. Le cosiddette “Sliding Doors” si presentano d’innanzi a noi molto più che sovente durante il nostro cammino. In questo senso è fondamentale specificare che gli individui hanno il potere di scegliere il proprio percorso, sebbene, come ci suggerisce l’enigma quantistico, tutti i “possibili futuri” siano già scritti, abbiamo l’opportunità di designarci una via tra un infinito numero di strade da percorrere. A tal merito, troppo spesso il lavoro viene confuso con la vita. Il nostro impiego lavorativo è in effetti una componente importante del nostro essere, ma il potere di decidere se questo fattore sia o meno imprescindibile spetta solo a noi.

Il quarto brano è un’istantanea di un inquilino di “Casa Balboa” (il luogo dove nascono e prendono vita le idee della band), Enrico detto Ciano. Enrico è stato una grossa fonte di ispirazione durante i suoi momenti di insuccesso sentimentale ed inquietudine. La canzone narra le peripezie di Enrico alla costante ricerca di felicità e stabilità, sfogando le sue frustrazioni nel “calice di fuoco”. La tematica della ricerca della felicità trova spazio nell’idea di conflitto. Quale sia la fonte della felicità, d’altronde, è effettivamente oggetto di dibattito filosofico dal momento stesso in cui l’essere umano ha mosso i primi passi su questa terra. Aristotele recitava: “Sulla natura stessa della felicità non si riesce a trovare un accordo, e le spiegazioni dei saggi e del popolo sono inconciliabili”.

Il disco epiloga con il brano Canzone da tre soldi, in cui sono racchiuse e riassunte tutte le macro e micro tematiche presenti nel disco: la morte, il cambiamento, la crisi economica e la vita vissuta nell’oscurità. La vita stessa è, dunque, il tema centrale dell’intero lavoro dei KiwiBalboa. L’esistenza narrata attraverso la costante incertezza, il precario equilibrio, il conflitto, l’assenza di soluzione.

Tutto ci porta a pensare su cosa conti davvero, a riflettere su un tema importante tanto quanto ostile e difficilmente comprensibile. Il cammino, i paradossi della vita e le conflittualità che affrontiamo lungo il nostro percorso rappresentano la ricchezza effettiva che possiamo raccogliere durante la nostra permanenza qui su questa Terra.

Ecco qui sotto lo streaming integrale dell’album, tratto dal profilo bandcamp della band.

CREDITS ALBUM:

Registrato a Genova da Mattia Cominotto e Tristan Martinelli presso GREENFOG STUDIO

Mixato e masterizzato a Genova da Mattia Cominotto presso GREENFOG STUDIO

Progettazione grafica/Artwork: Carola Zerbone (www.carolazerbone.it)

Promozione e distribuzione: La Clinica Dischi e Worilla-Press&Promotion

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