Mamadarque – new songs – streaming integrale

di Redazione, pubblicato il 9 Dicembre 2019

Tre lunghi brani compongono il primo lavoro ufficiale per i genovesi Mamadarque, band nuova di zecca nata sulle ceneri dei Mamada.

I brani, intitolati Rock the Sambah, Polinferno d’Isola, e Spreadgevole sono i primi tre che dovrebbero far parte del prossimo album su lunga durata, e che già prefigurano un futuro interessante per una band dalle sonorità grunge imbevute di progressive.

Direttamente dalle note della band:

L’album affronta una disamina del vigente modello culturale su cui si basano le moderne democrazie ed i sistemi economici dell’Occidente, cercando di porre attenzione a quelle crepe, quelli strappi nel cielo di carta di pirandelliana memoria, da cui arriva con tutta la sua potenza la tempesta finanziaria, che svela a sua volta una debolezza strutturale nel sistema società che a breve spazzerà via il lavoro, i risparmi e le certezze, lasciando in balia a se stessi chi non ha gli strumenti per difendersi.

mamadarque

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I Mamadarque sono un terzetto formato dal bassista e vocalist Roberto De Luca , dal batterista Roberto Fiorello e dal chitarrista flautista Stefano Marretta, tutti rigorosamente nati nell’anno 1978.

La band si ispira a un’idea fluida della musica in grado di “cantare la voce” in italiano che non passa dalla ri-proposizione dei canoni policletei dei contest, dei palinsensti , delle esigenze di marketing, ma che si propone di dare corpo al contesto sociale, economico e filosofico, mediante l’immersione di strutture e sonorità grunge, progressive, rock nel fluire spazio temporale delle acque del parto della storia, madre e maestra di vita.

Rock the sambah è il brano di apertura in cui nel bel mezzo della festa, proprio nel momento in cui il potere mostra la sua appariscenza, appare la tempesta, cogliendo impreparata oltre alla classe politica, anche gli intellettuali i ben pensanti, i suggeritori dei palazzi delle istituzioni, rappresentati dai personaggi classici, che non trovando apparentemente alcun rimedio collettivo, ma solo una risposta solitaria e disperata, si trovano dispersi e travolti dal loro stesso classicismo degradato, per l’occasione non accidentale, ad un mero atteggiamento autoreferenziale.

Polinferno d’Isola è il secondo brano in cui dalla crepa di Pirandello si vede con chiarezza la fragilità del mondo del lavoro, della delocalizzazione ad opera delle multinazionali, che chiudono gli stabilimenti, lasciando in cassa “ disintegrazione” i lavoratori che scivolano senza sosta, che come Polifemo dopo la fuga di Ulisse, restano isolati su una isola poli-infernale, completamente isolati da un sistema economico di cui la classe politica è figlia.

Spreadgevole è il terzo brano in cui si guarda il cuore della tempesta, in cui cerca di capire da dove veniamo e dove siamo. Si affronta il tema dell’incontro fra i valori fondanti comuni dell’Europa e il sistema della finanza, dello spread quale “cavillo di Troika” costruito per oltrepassare le mura dei diritti ed abbatterli, mediante austerity e privatizzazioni.

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