Mangiatutto/MGZ – new album – Oh! Buru Sacher Buru! – full streaming

di Redazione, pubblicato il 6 Aprile 2024

Con molto piacere segnaliamo la pubblicazione della regisrazione di un concerto tenutosi al Priamar di Savona il 25 aprile dello scorso anno, con protagonisti i Mangiatutto (che abbiamo avuto al nostro Festival delle Periferie nel 2019) e la leggenda MGZ (vero nome Mauro Guazzotti, pioniere del post industrial con i Final Alternative Relation, prima di fondare MGZ alla fine degli anni ’80).

La serata memorabile è stata immortalata nella quasi mezzora di  Mangiatutto plays avec MGZ Oh! Buru Sacher Buru! pubblicato sul profilo bandcamp del collettivo savonese (che contiene anche L’indagine patafisica su una festa di quartiere, documento registrato nel 2022 nel quartiere operaio savonese di Villapiana). Della serata è stato pubblicato anche il video irresistibile del brano Buona fortuna che proponiamo.

Dalle note fornite dalla band:

MGZ è un alieno sceso in Terra per conoscere gli umani e le loro stranezze: vede i loro difetti, conosce i loro problemi, soffre e cerca di comprende le loro bassezze, ma sa del loro infinito potenziale d’amore.
MNGTTT è un’entità di spiriti in comunione, a metà strada tra un branco di menadi festanti ed una setta votata al su1c1d10 collettivo.
MNGTTT sa che l’alieno porta con sé un canto di profezia, MNGTTT vuole farsi carne in quella profezia.
Alieno e menadi creano lo spazio della festa, lo abitano. Lo spazio a differenza del luogo è anche una strategia, c’è direzionalità d’intenti (libertà è spazio d’incidenza scriveva un gabber). I vettori che percorrono e innescano questo campo d’energia sono
FLUIDI, MULTICOLOR, FLACCIDOMORBIDI. É il passo misterioso e baldo di una creatura che ancora non esiste, è il passo di AC cicciobomba totem dei MNGTTT; muta, reagisce, in-forma a seconda di dove capita e di chi incontra (non si tratta d’un passo indifferente, qualunquista o trasformista).
[…]
La strategia è un rituale, è una festa. Una festa che libera e che fa bene. Nella festa non si pensa giusto, ma si pensa “il giusto” e si rivolge il cuore al cielo che è il tempio del bello. Nella festa si parla poco, nella festa si parla il giusto. Le parole si incarnano, anche tutte quelle parole che ci hanno rubato tornano a fare luce, ad avere un corpo. La festa non indica la verità, ma è una strategia di verità. Chi vuole capire capisca, non c’è pretesa di arrivare a tutt*, c’è il desiderio di entrare in dialogo con tutt*. La festa è uno scambio, un baratto.
Se si deve proprio spiegare, ai più noiosi, a cosa serva la festa [per quanto la festa non sia mai serva], innalziamo una lode al piacere ritrovato, alla comunione d’intenti e spiriti, alla LIBERAZIONE.
La festa è un bel gioco e finisce bene.

Buon ascolto.