Masterpieces from all times part 103: Neu! – Neu! – 1972

di Redazione, pubblicato il 2 Agosto 2026

Continuiamo la nostra serie di podcast di album fondamentali della storia del rock, e per questa nuova puntata parliamo di una band tedesca considerata tra le più importanti di tutta la storia del rock, pur in un arco di tempo piuttosto limitato (dal 1972 al 1975, senza considerare alcune trascurabili riproposizioni della sigla nei decenni successivi), in quanto ha concretizzato ardite sperimentazioni poste al crocevia fra psichedelia, progressive, art rock, proto-punk, ambient e musica elettronica. Si tratta dei Neu!, band nata a Dusseldolf nel 1971 da una costola dei Kraftwerk, essenzialmente un duo formato da Michael Rother e Klaus Dinger che insieme al produttore Conny Plank crearono un linguaggio musicale completamente nuovo, destinato a influenzare generazioni di musicisti.

La storia della band inizia con questo sconvolgente album d’esordio, pubblicato dalla label Astralwerks, seguito da altri due capisaldi di tutta l’epopea kraut rock, vale a dire il secondo Neu! 2 del 1973 e il terzo Neu! 75. Le caratteristiche principali del loro stile erano innanzitutto il ritmo denominato con il tempo motorik (aspetto comune anche ad un’altra band immensa, i Can da Colonia), vale a dire un battito in 4/4 costante, quasi meccanico, ideato soprattutto dal batterista Klaus Dinger. Non era monotono, ma ipnotico, evocava il movimento continuo di un’automobile sull’autostrada. Altri aspetti fondamentali del duo di Dusseldorf erano una sorta di minimalismo (pochi accordi, ripetizioni, variazioni impercettibili e un uso dello spazio sonoro molto moderno), le chitarre atmosferiche di Michael Rother che sviluppò uno stile melodico, limpido e sospeso, più vicino all’ambient che al rock tradizionale, e lo sperimetalismo nello studio di registrazione, all’interno del quale utilizzavano manipolazioni dei nastri, cambi di velocità e tecniche di montaggio che anticipavano il remix e molte pratiche della musica elettronica.

L’album d’esordio è uno di quei dischi che sembrano arrivare da un’altra epoca, ma in realtà sembrano ancora oggi sorprendentemente moderni. Fu registrato in appena quattro giorni nel dicembre del 1971 e nonostante la rapidità delle sessioni, il risultato è estremamente coerente e dà l’impressione che il duo avesse già chiarissima la direzione da seguire. La prima cosa che colpisce è che il disco non è costruito sulle canzoni, almeno nel senso tradizionale del termine, infatti non ci sono strofe e ritornelli memorabili: l’obiettivo è creare uno stato mentale, un flusso continuo. È musica che invita più all’immersione che all’ascolto distratto. I brani fondamentali di questo lavoro sono senz’altro Hallogallo, probabilmente il brano più famoso dei Neu! e uno dei più importanti del rock europeo, nel quale per oltre dieci minuti Klaus Dinger mantiene un ritmo praticamente immutabile, il già citato motorik, mentre Michael Rother intreccia linee di chitarra leggere, quasi liquide. Non succede apparentemente molto, eppure l’impressione è quella di un movimento incessante. Quello che rende il pezzo straordinario è che la ripetizione non annoia mai. Piccolissime variazioni di dinamica, timbro ed eco fanno sì che il paesaggio sonoro cambi continuamente senza rompere l’ipnosi. Molti hanno descritto l’ascolto come il viaggio su un’autostrada: il panorama cambia lentamente, ma la direzione rimane costante. Altri brani incredibili sono lo sperimentale e astratto Sonderangebot, il più lirico Weissensee, il più radicale ed aggressivo Negativland e la finale ninna nanna psichedelica Lieber Honig.

Buon ascolto.

neu!
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