Recensione disco italiano: Matteo Conta – Tutto quello che Conta – 2014

di Roberto Giannini, pubblicato il 30 Gennaio 2015

by Alessandro Adesso

Tutto quello che Conta” è quello che Matteo ha realizzato in questo periodo da solista, dopo che per diversi anni è stato voce dei Cap16100. Li ricordate? I Cap erano una band di rock classico in italiano formata da musicisti virtuosi, ma non sbulacconi, più volte presente al nostro festival negli anni in cui ancora si svolgeva in villa Rossi. Il lavoro da solista di Conta non si discosta molto da quelle sonorità, del resto come dice lui stesso nella sua biografia sono le sonorità con le quali è cresciuto e che gli hanno permesso di innamorarsi della musica fin da quando si divertiva a giocare con la chitarra e a cambiare le parole delle canzoni che più lo hanno influenzato. E a giudicare da queste tracce sono piuttosto varie le sue fonti, tanto che considerarlo solo un cantautore è riduttivo; oltre a ciò il nostro non dimentica gli anni passati con la sua band così che la musicalità di questo disco è piuttosto ampia: si passa da un brano puramente rock come “L’eredità” a “Senti un po‘” che non sfigurerebbe nella produzione di Daniele Silvestri, fino ad arrivare a “Cima del monte” che con quella ritmica pulita a fare da accompagnamento ad una chitarra solista molto folk sembra di sentire la Bandabardò. E come nella migliore tradizione del genere sono presenti ballate, ora malinconiche, ora rabbiose come “Mani utili” e sopratutto “La trama” dove una base musicale in stile Litfiba periodo tetralogia degli elementi fa da tappeto a voce e cori che rimandano addirittura ai Pooh. Non mancano alcuni difetti, prima tra tutte una registrazione non proprio impeccabile anche se è giusto evidenziare il fatto che l’ascolto è avvenuto sul profilo soundcloud dell’artista e non su supporto fisico . Motivo ulteriore per invitare gli ascoltatori all’acquisto del prodotto ufficiale. Il discorso vale anche per i testi, non sempre le rime e le assonanze sono felici e in certe occasioni la metrica è così lunga che per farla stare nel tempo Matteo deve correre col cantato. Scelte stilistiche che rovinano un poco un album di gradevole ascolto. Il disco, autoprodotto , è distribuito da Riserva Sonora, etichetta che sta prendendo sempre più campo nell’area genovese e non solo e che già ha nel suo rooster artisti come DoremiFlo e White Mosquito a dimostrazione della vasta gamma di intervento.

L’album è ascoltabile su: http://www.matteoconta.it/ascolta.aspx

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