Recensione: Sufjan Stevens – Carrie & Lowell – 2015

di Roberto Giannini, pubblicato il 16 Aprile 2015

SUFJAN STEVENS – CARRIE & LOWELL (2015)

(©2015 AllMusic.Com – review by Mark Deming – trad. Alex Armosino)

Nulla ci prepara mai veramente alla perdita di un genitore. Non importa quanto si possa essere consapevoli delle realtà della malattia e della morte, non importa quale sia il nostro atteggiamento verso la madre o il padre: sperimentare la scomparsa della persona che ci ha portati al mondo colpisce duramente e in profondità, e i sopravvissuti sono lasciati a venire a patti con il proprio dolore, ognuno a modo suo.

Sufjan Stevens è un cantautore e musicista, quindi non dovrebbe essere una sorpresa che, in seguito alla morte di sua madre Carrie avvenuta nel 2012, il suo dolore abbia preso la forma di una raccolta di canzoni. Ma questo “Carrie & Lowell” del 2015 non è un semplice omaggio alla madre e al patrigno. Stevens ha infatti avuto con lei un rapporto talmente difficile da non poter ridurre la questione a un semplice addio: essa lasciò il marito che Sufjan aveva solo un anno e durante gran parte della sua infanzia fu soltanto una presenza sporadica. [Carrie Brams era affetta da sindrome bipolare, schizofrenia e problemi di tossicodipendenza. Sufjan rimase col padre Rasjid e fu allevato da lui e dalla seconda moglie – N.d.T.]

Benché l’album sia permeato di amore vero e profondo, ci sono anche incertezza, tristezza e brevi ma acuti scoppi di rabbia; queste canzoni parlano di perdita e di dolore e dei difficili alti e bassi delle relazioni familiari, ma sono anche piene di ricordi casuali, sia piacevoli che inquietanti, e spaziano dalle fantasticherie di vacanze in famiglia sbiadite dal passare di decenni, all’attuale rimpianto per ciò che fu o non fu detto e fatto all’indomani della morte.

Carrie & Lowell è basato sul ricordo tanto quanto sul cordoglio, e Stevens disegna queste canzoni in modo deliberatamente elegante, in cui la sua introspezione viene accompagnata da stupende ma al tempo stesso semplicissime melodie, e dove gli arrangiamenti e la produzione non fanno che magnificare il loro sognante e sussurrato andare alla deriva che colpisce con una forza emotiva che un approccio più fragoroso e violento non avrebbe mai potuto raggiungere.

Carrie & Lowell è una espressione sincera di amore ma priva del minimo accenno di sentimentalismo, e con queste canzoni Stevens mette a nudo le sue emozioni e permette a tutti noi di essere testimoni della sua rabbia, della sua vergogna e del senso di perdita nello scorrere le pagine dei ricordi della sua famiglia.

Carrie & Lowell è l’opera più straziante e personale che Stevens ci abbia proposto fino ad oggi; si classifica anche nei suoi album più abilmente realizzati, nostante l’approccio spartano, ed è un lavoro a volte difficile ma profondamente commovente.

Sufjan Stevens ci ha offerto parecchi begli album in passato, ma non aveva mai creato qualcosa davvero simile a questo.

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