The Stellar Space Eye – new album – streaming integrale

di Roberto Giannini, pubblicato il 22 Maggio 2020

Lavoro d’esordio per una nuova band, dal nome The Stellar Space Eyeformata da musicisti genovesi che attualmente vivono in parti lontane del globo.

Nel mese di aprile Eman (Emanuele Carbone),  residente a Londra da molti anni, ha pensato di contattare Jei (Fabio Giordano) a Los Angeles. I due avevano formato la band The KL.Audio nel capoluogo ligure, che era stata una delle realtà più interessanti nell’ambito alternative.

Il nuovo progetto è una collaborazione musicale che vede la sua genesi in un contesto che sta coinvolgendo tutti a livello globale, dove i concetti di confini fisici, distanza ed interazione sociale sono stati ridefiniti in maniera piuttosto improvvisa.

the stellar space eye

the stellar space eye

Lavorando su bozze precedentemente registrate e materiale nuovo, la nuova band ha deciso di creare una sorta di dialogo musicale a distanza aggiungendo l’un l’altro dei contributi “a strati”. Quel che è nato quasi per gioco e senza alcuna regola durante i mesi di quarantena forzata si è evoluto  in un progetto a cui ha preso parte Meena (vero nome Sonia), partner di Jei, per le voci. Infine è stato contattato Kekko (Stefano Cecchi, batterista genovese, protagonista a inizio millennio con i mitici Biogora) anch’egli attualmente a Londra.

Direttamente dalla band:

È significativo che tale circostanza abbia unito persone provenienti dallo stesso luogo e attualmente a migliaia di miglia di distanza in due continenti diversi, per sfidare lo stop forzato che il mondo dello spettacolo sta subendo e sfruttare le tecnologie attuali per un fine creativo e produttivo. Si tratta di un lavoro spontaneo e avvenuto in poco tempo, volutamente caratterizzato da un sound di stampo “caldo” e dal sentore paradossalmente “analogico”, senza alcuna velleità di rifarsi agli schemi produttivi della musica pop attuale. Anche nei testi sono presenti vari richiami a tematiche ambientali, all’eco-sostenibilità e ad un ripensamento del nostro stile di vita e delle proprie priorità, che questo virus ha per forza di cose evidenziato a livello globale.

Il disco, dal titolo omonimo, è composto da sei brani per circa una mezz’ora di musica che spazia tra sonorità psichedeliche/shoegaze e art rock, con l’attitudine indie rock che ha sempre contraddistinto il suono dei KL.Audio.

Gli strumenti utilizzati, oltre alla batteria di Kekko (che suona sulla prima e sull’ultima traccia dell’album) e i vocalizzi di Meena, sono chitarra acustica voce e FX (Jey) e chitarra elettrica, basso, voce e FX (Eman).

Buon ascolto.

 

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