Live from the past vol.198: Klaus Schulze – Bon voyage (Live Audimax Hamburg 1981)
Questa centonovantottesima puntata di streaming di concerti integrali del passato si occupa di di un personaggio tra i più influenti dell’intera storia della musica elettronica, sicuramente un gigante nella storia del kraut rock, dapprima con i primissimi Tangerine Dream, poi con gli Ash Ra Temple (dei quali è stato fondatore), poi da solista, diventando uno degli artisti che hanno contribuito a definire il linguaggio stesso della musica elettronica moderna. La sua carriera solista rappresenta una delle traiettorie più influenti e originali nella storia della musica elettronica.
Si tratta ovviamente di Klaus Schulze, berlinese che all’inizio degli anni settanta intraprese un percorso personale che lo portò a ridefinire il concetto stesso di musica elettronica ambientale, cosmica e sequenziale. Il suo album d’esordio, Irrlicht, pubblicato nel 1972, fu un’opera sorprendente per l’epoca: realizzata senza sintetizzatori propriamente detti, utilizzando registrazioni orchestrali manipolate elettronicamente, anticipava molte delle estetiche ambient e drone che sarebbero diventate popolari decenni più tardi. Con il successivo Cyborg, il musicista ampliò ulteriormente la portata delle sue esplorazioni sonore, costruendo lunghi paesaggi elettronici caratterizzati da una dimensione quasi metafisica. Fu però a partire dalla metà dei ’70 che raggiunse la piena maturità artistica e il riconoscimento internazional, con Blackdance e soprattutto Timewind, fondato su estese architetture sonore, sequenze ipnotiche e una capacità unica di evocare immagini cosmiche e contemplative. Successivamente consolidò il proprio ruolo di figura centrale della musica elettronica con album come Moondawn, Mirage e X. Negli anni Ottanta e successivi adottò nuove tecnologie digitali, mantenendo una prolifica attività discografica (fin quasi ai giorni nostri) e influenzando profondamente ambient, new age, techno e musica elettronica contemporanea.

Il disco che proponiamo documenta il concerto conclusivo di una tournée europea tenuta nel novembre 1981 all’Audimax di Amburgo, con la partecipazione speciale di Manuel Göttsching. La registrazione era stata realizzata originariamente come semplice documentazione privata del tour ed è rimasta in archivio per oltre quarant’anni prima della pubblicazione ufficiale grazie alla label SPV Recordings di Hannover.
Dal punto di vista musicale, l’album cattura Schulze in una fase di transizione molto interessante della sua carriera, successiva ai capolavori degli anni Settanta come Mirage e Dune e contemporanea alle sperimentazioni che avrebbero portato ai lavori digitali degli anni Ottanta. Le lunghe improvvisazioni elettroniche sono sostenute dai sintetizzatori e dai sequencer di Schulze, mentre la chitarra di Göttsching aggiunge una dimensione più melodica e fluida, creando un dialogo che richiama le comuni radici negli Ash Ra Tempel. La scaletta comprende brani come Bon Temple, Moulin Bleu, Ritus Duplex e Voyage Encore, per una durata complessiva di circa novanta minuti.
Buon ascolto.









