Masterpieces from all times part 105: Pylon – Gyrate – 1980
Continuiamo la nostra serie di podcast di album fondamentali della storia del rock, e per questa nuova puntata parliamo uno dei progetti più particolari usciti dall’era del post punk americano, e in particolare dalla città di Athens, che nello stesso periodo avevo spopolato con i ben più noti R.E.M. e The B-52’s. Si tratta dei Pylon, il cui suono è sempre stato difficile da incasellare in una sola etichetta avendo radici nel post-punk, nella new wave e nell’art rock, ma caratterizzato soprattutto da un approccio estremamente ritmico, asciutto e ipnotico.
Il loro rapporto con la scena di Athens è fondamentale. I Pylon non furono semplicemente una band proveniente da quella città: contribuirono concretamente a definirne l’identità musicale. Il loro locale di riferimento, il 40 Watt Club, e la rete di musicisti e locali che gravitava attorno ad Athens furono parte di quel particolare ambiente dal quale sarebbe poi scaturita una scena molto influente negli anni Ottanta. Anche il rapporto con i R.E.M. è significativo: le due band erano molto vicine e Michael Stipe e soci non hanno mai nascosto l’importanza dei Pylon. Questo ha contribuito a farli conoscere ben oltre Athens, anche se i Pylon sono rimasti sempre una formazione relativamente appartata e lontana dalle dinamiche del grande successo commerciale. La formazione della band comprendeva Vanessa Briscoe Hay alla voce, Randy Bewley alla chitarra, Michael Lachowski al basso e Curtis Crowe alla batteria.
Gyrate, uscito nel 1980 e pubblicato dalla label DG (ripubblicato in questa versione digitale dalla New West Records), è l’esordio con cui i Pylon fissano immediatamente il loro caratteristico equilibrio tra post-punk, new wave e funk minimale. Il disco è nervoso, asciutto e fortemente ritmico, costruito su chitarra, basso e batteria che procedono quasi come un unico blocco percussivo. La voce di Vanessa Briscoe Hay, volutamente poco convenzionale, accentua il carattere fisico e ipnotico dei brani. Più che cercare la forma della canzone tradizionale, i Pylon puntano sulla ripetizione, sull’energia e sulla tensione. Gyrate restituisce così in modo particolarmente efficace lo spirito sperimentale e comunitario della scena di Athens di quegli anni.
Buon ascolto.









