NOISEFEST 3: Gertie Adelaido, Knifedoutofexistence, Ashen Riid, Applez91, Dame Abus, Hålbå, 6 giugno 2026, Villa Rossi, Genova – recensione

di Fabio Noisext, pubblicato il 17 Giugno 2026

Recensione di Fabio Noisext – foto di Marina Fulco e Paolo Valle

La terza edizione del Noisefest organizzato dal collettivo GenovaNoiseGang ha trovato ospitalità del CLEC e Metrodora nella suggestiva location del giardino interno, adiacente all’edificio di Villa Rossi Martini.

Sul palco si sono esibiti tre esponenti del collettivo e tre ospiti internazionali.

L’onere e l’onore di aprire la serata è toccato al granitico suono di Hålbå che ha eretto una cattedrale di frequenze abilmente manipolate e riversate sul pubblico. Un set di grande sostanza.

Hålbå – photo Marina Fulco

A seguire il debutto del nuovo progetto di Dimitri dal nome Dame Abus: una vera sorpresa dalle tinte malinconiche con inizio spiazzante con campionamenti in francese. Si vede una ricerca di ampliare il carnet artistico verso sonorità fresche.

dame abus – photo Paolo Valle

Applez91 ha animato lo spazio sotto il palco con un monitor a pulsare frasi ad effetto sotto i colpi del suo martellante suono, accompagnato da una teatralità surreale, con un copricapo di lana rosa con orecchie penzolanti. Un delirio tra pazzia e tecnologia invadente.

applez91 – photo Marina Fulco

È quindi toccato ad Ashen Riid con la sua power electronics cruda e perforante, impreziosita da una struttura efficace e dinamica: un set che trasuda emozioni viscerali e di pura angoscia.

ashen riid
ashen riid – photo Paolo Valle

Knifedoutofexistence ha proseguito la serata. Voci cavernose e graffianti immerse in muri di distorsione dal sapore retrò sono gli elementi principali gestiti dall’artista inglese con tecnica sopraffina e a tratti disarmante. La chiusura del set è stata da pelle d’oca.

knifedoutofexistence – photo Marina Fulco

Il clou della serata si è avuto con la performance di Gertie Adelaido: potente, magnetica, coinvolgente, l’artista ceca residente a Berlino ha dimostrato la sua caratura internazionale rotolandosi e divincolandosi tra il pubblico o appollaiandosi sul suo banco della strumentazione. Lo spazio palco è troppo piccolo per la sua esuberante esibizione, tra canto angelico ed urla distorte, pulsanti beat con degenerazioni metal-harcore.  

gertie adelaido
gertie adelaido – photo Paolo Valle

Dopo aver sbirciato tra le bancarelle delle varie distro (erano presenti Nilbymouth, Deepthroat Records, Outsider Art, Purge Records, PPP e Piano) e fatto due chiacchiere con gli amici, ce ne siamo andati a nanna completamente soddisfatti.