NOISEFEST 3: Gertie Adelaido, Knifedoutofexistence, Ashen Riid, Applez91, Dame Abus, Hålbå, 6 giugno 2026, Villa Rossi, Genova – recensione
La terza edizione del Noisefest organizzato dal collettivo GenovaNoiseGang ha trovato ospitalità del CLEC e Metrodora nella suggestiva location del giardino interno, adiacente all’edificio di Villa Rossi Martini.
Sul palco si sono esibiti tre esponenti del collettivo e tre ospiti internazionali.
L’onere e l’onore di aprire la serata è toccato al granitico suono di Hålbå che ha eretto una cattedrale di frequenze abilmente manipolate e riversate sul pubblico. Un set di grande sostanza.

A seguire il debutto del nuovo progetto di Dimitri dal nome Dame Abus: una vera sorpresa dalle tinte malinconiche con inizio spiazzante con campionamenti in francese. Si vede una ricerca di ampliare il carnet artistico verso sonorità fresche.

Applez91 ha animato lo spazio sotto il palco con un monitor a pulsare frasi ad effetto sotto i colpi del suo martellante suono, accompagnato da una teatralità surreale, con un copricapo di lana rosa con orecchie penzolanti. Un delirio tra pazzia e tecnologia invadente.

È quindi toccato ad Ashen Riid con la sua power electronics cruda e perforante, impreziosita da una struttura efficace e dinamica: un set che trasuda emozioni viscerali e di pura angoscia.

Knifedoutofexistence ha proseguito la serata. Voci cavernose e graffianti immerse in muri di distorsione dal sapore retrò sono gli elementi principali gestiti dall’artista inglese con tecnica sopraffina e a tratti disarmante. La chiusura del set è stata da pelle d’oca.

Il clou della serata si è avuto con la performance di Gertie Adelaido: potente, magnetica, coinvolgente, l’artista ceca residente a Berlino ha dimostrato la sua caratura internazionale rotolandosi e divincolandosi tra il pubblico o appollaiandosi sul suo banco della strumentazione. Lo spazio palco è troppo piccolo per la sua esuberante esibizione, tra canto angelico ed urla distorte, pulsanti beat con degenerazioni metal-harcore.

Dopo aver sbirciato tra le bancarelle delle varie distro (erano presenti Nilbymouth, Deepthroat Records, Outsider Art, Purge Records, PPP e Piano) e fatto due chiacchiere con gli amici, ce ne siamo andati a nanna completamente soddisfatti.









